La risposta dell’Iran agli Stati Uniti:  svelato un nuovo missile balistico

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By edi on September 23, 2017. No Comments

         
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Il vettore avrebbe una gittata massima di 2000 km, cosa che lo farebbe rientrare tra gli MRBM di cui l’Iran ha in dotazione un grande numero come vedremo, ma la vera novità è che il missile sarebbe il primo nella storia della Repubblica Islamica ad essere dotato di MIRV(Multiple Independently-targetable Reentry Vehicle): secondo quanto riportato dal comandate delle Forze Aerospaziali delle IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps), i cosiddetti Pasdaran, Brig. Gen. Amir Ali Hajizadeh, il Khorramshahr può essere equipaggiato con testate multiple e non solamente con una singola.
Occorre qui aprire una parentesi per capire meglio di cosa si tratti. La tecnologia a testata multipla si esplica in 3 possibilità individuate da tre acronimi diversi: MRV, MIRV e MARV. Un missile di tipo MRV è un vettore le cui testate sono multiple ma non colpiscono bersagli diversi “spargendosi” invece su di un unico bersaglio. Un MIRV ha la medesima tecnologia a testata multipla ma le testate sono in grado di colpire bersagli diversi posti anche a relativa distanza tra di essi, un MARV oltre a colpire bersagli diversi prevede che le testate possano compiere manovre evasive durante la fase di rientro in atmosfera (fase terminale).
L’Iran aveva già in dotazione missili tipo MRV, l’Ashura/Ghadr-110A è accreditato da più fonti avere questa capacità, ma il Khorramshahr è il primo missile iraniano dotato di testate in grado di colpire bersagli diversi, quindi con capacità MIRV.

L’Iran vanta un arsenale missilistico di tutto rispetto con più di 800 missili di vario tipo: dai missili tattici come i Zelzal-2/Mushak 200 con una gittata di 300 km sino ai MRBM della famiglia Shahab, in questo caso i modelli 3 e 4, con una gittata rispettivamente di 1300 e 3/4 mila km entrambi a propellente liquido. Il fiore all’occhiello è però rappresentato dai vettori a propellente solido: il Samen/Ghadr-101 da 800 km di gittata divenuto operativo nel 2008 rappresenta il primo in assoluto per l’Iran, seguito dal Sejjil/Ghadr-110, testato per la prima volta sempre nel 2008 e accreditato di una gittata di 2000/2500 km. L’ultimo nato di questa famiglia a propellente solido è il già citato Ashura/Ghadr-110A, missile a tre stadi con una gittata di circa 3000 km e dal carico bellico variabile compreso tra i 550 e 750 kg.

Lo sviluppo missilistico iraniano deve molto alla Cina: molti dei suoi vettori sono sostanzialmente delle copie o delle varianti dei missili cinesi, a loro volta copia di quelli russi (ad. es. l’SS-4 “Sandal”). Il Samen/Ghadr-101 è la variante di Teheran del missile cinese tipo M-9 o DF-15 e lo stesso vale anche per Sejjil/Ghadr-110 che sostanzialmente è una versione migliorata a due stadi del missile precedente. Derivazione cinese anche per l’Ashura/Ghadr-110A, questa volta dal vettore tipo M-18.

Iran che a sua volta è uno dei principali fautori del programma di sviluppo missilistico della Corea del Nord. Ricordiamo infatti che la famiglia di missili Shahab, in particolare nei modelli 3 e 4, sono stati la base di partenza per lo sviluppo dei vettori nordcoreani tipo No-dong e Taepo-dong nelle loro varie versioni, che hanno portato in ultima analisi alla nascita del primo vero vettore intercontinentale di Pyongyang, il missile Hwasong-14 (o KN-20).
Non ci stupiremmo quindi di vedere presto a nord del 38esimo parallelo la tecnologia MIRV che sembrerebbe essere presente sul nuovo vettore iraniano, il Khorramshahr, considerando appunto gli stretti legami che intercorrono tra Pyongyang e Teheran in campo missilistico.

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